CHI SIAMO

L’idea di mettere in contatto privati cittadini possessori di un alloggio, che avessero la possibilità e la volontà di condividerlo, con privati viaggiatori, chiedendo a questi la condivisione delle spese di gestione, è venuta ad Alessandro Pietraforte e Andrea Mazzei nei primi mesi del 2015.

Alessandro e Andrea sono amici di vecchia data, impegnati in settori diversi, il primo, laureto in Economia e Management, già Area Manager per una primaria azienda italiana produttrice di salumi, il secondo, laureato in Economia e Commercio, titolare, fra le altre cose, di uno studio per la consulenza finanziaria alle imprese.

La loro formazione professionale, lo spirito imprenditoriale, l’uso frequente del commercio elettronico, li aveva spesso indotti a pensare a qualche tipo di business da fare insieme, qualcosa che potesse sfruttare il commercio elettronico, magari l’economia basata sulla condivisione.

Che la sharing economy rappresentasse un nuovo modo di concepire il rapporto fra le persone, nonché la cultura delle giovani generazioni, almeno quelle che contribuivano ad alimentare questo fenomeno, era piuttosto evidente, come anche il fatto che l’economia condivisa potesse offrire notevoli prospettive di business, essendo a tutt’oggi un economia in progressivo sviluppo.

A conforto di questo pensiero c’erano i risultati conseguiti dalle realtà imprenditoriali già osservate in questo lavoro, risultati che lasciavano pochissimi dubbi.

Un giorno di dicembre del 2015, durante l’ennesima riunione e dopo l’ultimo brainstorming lo spunto:

– perché non realizzare nell’ambito dell’ospitalità quello che altre piattaforme digitali avevano realizzato nell’ambito della mobilità?

– Perché non realizzare un portale per far incontrare privati cittadini, che hanno la possibilità di ospitare, con privati viaggiatori in cerca di un alloggio?

Da subito l’idea sembrò funzionare, serviva però qualcosa che la rendesse nuova, diversa da ciò che già esisteva.

La prima cosa che realizzarono, senza ulteriori pensamenti, fu il nome che avrebbero dato al progetto, “XN8”, che come per la risoluzione di un rebus riproponeva, in chiave enigmatica, in una sola parola, lo scopo dell’attività, “Pernotto”.

Ben conoscendo gli altri portali che si erano affermati nell’ambito della sharing economy, cercarono di cogliere di ciascuno gli elementi che ne avevano caratterizzato il successo.

Racconta Alessandro di quando aveva conosciuto presso l’Ospedale bambino Gesù di Roma una famiglia calabrese, moglie e marito con al seguito il loro piccolo figlio di 4 anni, che, a causa di alcuni problemi di salute del piccolo, sarebbero dovuti rimanere in ospedale per diverse settimane. Scambiando con loro alcune parole, Alessandro imparò che, mentre la mamma stava in ospedale giorno e notte accanto al suo bimbo, il papà, non potendosi permettere un albergo, per limitare i danni economici legati alla trasferta prolungata, durante la notte dormiva in auto.

In quella circostanza pensò che se vi fosse stato qualcuno nelle vicinanze dell’ospedale, con la possibilità di ospitare, magari a fronte di un contributo alle spese di gestione, avrebbe potuto accogliere lo sfortunato papà, evitandogli il disagio del dormire in auto.

L’idea di poter avviare una nuova impresa, secondo un moderno concetto economico, basato sulla condivisione, sostenendo contemporaneamente una rinnovata funzione sociale, capace di rivitalizzare il senso di comunità degli aderenti, in un momento storico di grandi divisioni, di diffidenza, restituiva ad Alessandro e Andrea una sensazione di appagamento.

Il progetto XN8-Pernotto nacque così sotto due precisi concetti, condivisione e comunità.